progressive enhancementBuongiorno a tutti, oggi parliamo di scansione ed indicizzazione dei contenuti in relazione alla recente notizia che Google ha diramato su Webmaster Central Blog: “Non Raccomandiamo più la scansione AJAX proposta nel 2009”.

Google ammette di essersi evoluto! Da oggi, sconsiglia quindi tutti i Webmaster di seguire quanto detto o ipotizzato a partire dal 2009 per procedere alla scelta dello sviluppo seguendo la strategia del Progressive Enhancement.

Nel 2009 Google propose un nuovo standard al fine di rendere i contenuti veicolati sui siti attraverso AJAX facilmente crawlerabili (scansionabili) dai motori di ricerca. L’obiettivo era quello di rendere tutto il Web universalmente accessibile e quindi, invitando i Webmaster a seguire questo nuovo standard, tutti i motori di ricerca, avrebbero potuto facilmente scansione ed indicizzare anche i contenuti dinamici e generati attraverso funzionalità particolari. Vi conviene continuare a leggere ma, per i nostalgici, o per chi volesse approfondire ecco cosa proponeva Google nel 2009.

Oggi Google ufficialmente non raccomanda più di seguire quelle indicazioni essenzialmente perché, se prima i sistemi di scansione non erano in grado di leggere ed accedere a tutti i contenuti, oggi non è più così, a patto che non vengano bloccate le risorse JavaScript e CSS all’interno di Robots.txt.

E’ pratica popolare tra i SEO effettuare analisi on-site utilizzando degli add-on in browser in grado di disabilitare CSS e Javascript proprio a simulare il “vecchio” crawling che ci faceva immaginare Google come un vecchio browser testuale e limitato ma…

Google: La verità è che oggi siamo in grado di renderizzare le pagine Web proprio come un Browser moderno.

Progressive Enhancement

In linea con le evoluzioni degli ultimi anni in termini di semantica e dati strutturati, il filone del Progressive Enhancement PE in ambito Web Design è quella strategia che segue come primo obiettivo: la totale accessibilità dei contenuti anche attraverso tecnologie di scripting ma sopratutto attraverso Semantic HTML con l’obiettivo ultimo di garantire un accesso partendo da una base solida di sviluppo e “progressivamente” migliorare in base alle caratteristiche del richiedente.

progressive enhancement

In sintesi, da qui a domani la realizzazione di pagine Web in grado di adattarsi progressivamente alle prestazioni del richiedente, vincerà.

Nei prossimi mesi, nella nostra sezione dedicata alla User Experience, promuoveremo articoli di approfondimento anche sulla PE. Per ora, come strumenti utili vi segnaliamo un paio di pagine:

Mentre qui è possibile trovare il Comunicato ufficiale di Google.

Buone cose.