nuova api search consoleEra una voce che girava già da molto tempo e nella comunità SEO era atteso questo aggiornamento. Google ha annunciato ufficialmente il rilascio dell’aggiornamento all’API di Google Search Console (ex Google WebMaster Tools).

A cosa serve l’API di Google Search Console

Google Search Console consente alle applicazioni client di poter visualizzare e aggiornare le informazioni in esso contenute. Questo è un aspetto estremamente interessante sopratutto a fini reportistici. Molto sinteticamente grazie alle API ognuno di noi può estrapolare le informazioni utili provenienti da Google Search Console, impaginarle come preferisce e costruire report in grado di aggiornarsi automaticamente con i dati in ingresso.

Le potenzialità dell’unione dei dati forniti tramite API da GSC di un foglio di calcolo con un database, sono molte e si invia ognuno di voi ad approfondire meglio il discorso. A questo scopo conviene ad esempio citare uno degli ultimi interventi di Andrea Pernici, tenutosi al penultimo Advanced SEO Tool di Bologna (20 Maggio 2014) in cui in un ottimo intervento intitolato: “Google WebMaster Tools si può fare di più” ha affrontato i palesi limiti dei tools tuttavia approfondendo le grandi potenzialità dell’utilizzo delle API.

L’aggiornamento API: analisi delle ricerche

Tornando a Google, possiamo sicuramente dire che è molto attento all’utilizzo dei suoi strumenti… API comprese. Questo lo abbiamo ad esempio visto pochi giorni fa con il blocco API suggest agli accessi non autorizzati. Lo scorso 11 Aprile John Mueller su Google+ chiese ai Web Master di essere più chiari con lui (in ottica di rilascio di nuove funzionalità) in merito all’utilizzo dei Tools. La domanda era infatti altrettanto chiara: “Cosa ti piacerebbe vedere in un futuro aggiornamento API di Google WebMaster Tools?”.

john mueller api
Lo scorso 4 Agosto una “fonte interna” di Search Engine Land confermava che il set di opzioni all’interno delle nuove API sarebbe stato di molto superiore alla vecchia versione ma sulle funzionalità restava una nube.

Ebbene giunge la conferma e leggendo la documentazione qui non possiamo che confermare. Novità principale: come tutti si aspettavano (e richiedevano) è che ora è possibile ricevere dati provenienti dalle query di ricerca (pannello Analisi delle ricerche) utilizzando parametri e i filtri disponibili nella console.

Ecco solo qualche suggerimento sull’utilizzo delle API fornito da Google:

  • Guardare come il traffico di ricerca cambia nel tempo, da dove proviene e quali sono le query che con più probabilità possono far apparire il nostro sito tra i primi risultati
  • Quali query di ricerca generano impression su ricerche da mobile al fine di ottimizzare al meglio i contenuti per la fruizione da smartphone
  • Quali sono le pagine con il più alto tasso CTR (Click through rate).

Ecco invece il comunicato ufficiale.

Ogni tanto… una bella notizia!

Buone cose.