contenuto e posizione in SERPA partire dalla famigerata lista di Amit Singhal sulle 23 domande che devi farti per costruire un sito di qualità, nei forum di settore può capitare di imbattersi in discussioni che tentano di rispondere a questa domanda assurda: “Quanto contenuto testuale serve ad una pagina per rankare meglio nelle SERP di Google?”.

Oggi tenteremo di trovare una risposta a questa domanda con una breve case history aggiornata alle ultime 24 ore (per chi leggerà questo post nel futuro sappia che oggi è il 7 Luglio del 2015).

L’analisi non vuole mostrare alcuna verità assoluta (qualunque esso sia il risultato) ma semplicemente rappresentare una constatazione di fatto, frutto dell’analisi delle SERP di Google.it partendo dalla considerazione di 5 soli elementi secchi:

  • 3 query abbastanza competitive provenienti da altrettanti focus semantici
  • primi 20 risultati di Google.it
  • contenuto presente in pagina (numero di parole e code to text ratio)
  • link esterni presenti
  • domain authority

Analizzando questi 5 aspetti proveremo infine a guardare i risultati allo scopo di lasciare spazio a vostre riflessioni e nella migliore ipotesi spazio a DUBBI o CERTEZZE.

Analisi dei risultati in SERP

Prima di partire con questa breve analisi sul valore della lunghezza del contenuto in una pagina in chiave SEO, una importantissima precisazione:

Google non si limita all’analisi quantitativa di un contenuto.

Sappiamo tuttavia anche che ad analizzare le pagine non c’è un essere umano ma un algoritmo che attraverso passi elementari distribuisce e memorizza giudizi positivi o negativi (+ e -, good e not good).

23 domande per domarli tutti

Torniamo per un attimo alle 23 domande elencate da Amit Singhal nella famigerata lista delle linee guida sulla costruzione di un sito Web di qualità pubblicata ormai nel lontano 6 maggio del 2011 sul blog ufficiale di Google. E ricerchiamo quelle che contengono riferimenti più o meno espliciti al volume del contenuto in pagina (se ve ne sono) quantomeno per auto-giustificarci:

  • Questo articolo è stato scritto da un esperto che conosce bene l’argomento?
  • Il contenuto è ridondante?
  • Questo articolo è scritto stilisticamente bene o contiene errori ortografici?
  • L’articolo descrive entrambi i lati di una storia?

…Nulla di interessante in merito all’“agricola” ipotesi sulla lunghezza… ANZI NO!

La domanda 21!!

  • Ci sono articoli brevi, inconsistenti o comunque privi di specifiche utili?

Autorizzati a procedere tiriamo giù le prime 20 posizioni sulla prima KW di riferimento:

  • PRIMA QUERY: Miglior browser iPhone 6

contenuto in pagina serp 1Quello che vediamo in questo primo pannello è che la lunghezza del contenuto (parole in pagina) non rappresenta un fattore di ranking visibile per questa Keyword, anzi! I contenuti più lunghi rankano tutti in seconda pagina. E’ anche vero che il nostro “infallibile” motore di ricerca in seconda pagina piuttosto che farci vedere risultati in lingua italiana ci piazza ben 4 pagine in inglese su 10! Più una pagina offline con Parse error. WIN!

Domain Authority: in queste SERP il valore è bilanciato… probabilmente anche sintomo della grande competitività della query in termini di siti con focus tecnologia oggi online.

L’unico fattore che distingue le pagine che rankano in prima pagina sono i link esterni. Su 9 siti con più di 50 link esterni… ben 6 sono nelle prime 10 posizioni. Che sia un caso? Non lo sappiamo. Ma nell’ambito delle ricerche “how to” e “best of” questa dei link esterni potrebbe essere una costante presente. Fateci sapere.

  • SECONDA QUERY: Bed and breakfast Roma

seconda serp contenuto in paginaQuello che vediamo nel secondo pannello è una situazione nettamente diversa da quella precedentemente mostrata. In questa SERP derivante da query turismo l’autorità dei domini la fa da padrone e questa volta anche il contenuto.

Abbiamo tuttavia una piccolo appunto (evidenziato in giallo)…

Gira che ti rigira…

Dunque… i top player (e per top intendiamo ad esempio TripAdvisor) non la fanno da padrone come vediamo in questo secondo pannello. Il primo risultato ha una domain authority estremamente più bassa del secondo e del terzo risultato e un contenuto assai più esiguo.

Se vi chiedete “Ma come è possibile!!=!??” l’invito è ad approfondire il discorso utilizzando uno di questi tool:

e magari approfondendo il tutto leggendo questo ottimo articolo che anche se di molto tempo fa, ancora oggi centra parecchi hotpoint.

  • TERZA QUERY: Capsule compatibili nespresso

serp tre sul contenuto in paginaUltima ricerca: Query transazionale con focus e-commerce. Anche in questo caso siamo messi che le pagine con molto contenuto rankano meglio di quelle avare in parole. Come per la seconda tabella tuttavia la domain authority è il principale fattore che distingue i migliori posizionamenti in SERP.

Che ti rigira…

Anche in questo caso abbiamo però un appunto. La seconda posizione è occupata da una pagina con: poco contenuto, % di CTTR nella media, e domain authority media. Questo risultato inoltre ranka molto più in alto di un top player di SERP ed in questo caso ci troviamo difronte a “il vero top player” in campo e-commerce. Quindi, se proprio non resistete anche questa volta andatevi ad analizzare il link profile delle pagine.

Non contenti procediamo con un altro paio di query competitive… già che ci siamo:

  • QUARTA QUERY: Assicurazione moto

serp 4Per questo termine come potete immaginare la lotta è serratissima tra comparatori ed assicuratori. Non abbiamo fatto emergere in questo caso alcun top player perchè conviene considerarli tutti come tali.

Cosa vediamo in questa SERP? Come per quella precedente anche in questo caso l’autorevolezza di un dominio determina una buona posizione (da prima pagina a seconda). Insomma sembra proprio che se all’autorevolezza del dominio aggiungiamo una buona dose di informazioni utili agli utenti in pagina, qualche risultato probabilmente lo otteniamo.

  • QUINTA QUERY: Smartphone dual sim

serp numero 5Ultima query extra a metà tra la ricerca e-commerce e ricerca media, ci manda ancora il segnale che una alta autorevolezza caratterizza i primi 10 in classifica.

Ed anche in questo caso le pagine che contengono più contenuto sono proprio quelle in prima pagina.

Conclusioni

Sappiamo bene come questo esperimento dovrebbe essere più ecologico e sistematico per avere risultati più generalmente spendibili; dovrebbe considerare inoltre più query e altrettante cerchie semantiche tuttavia serve velocemente a mostrare come oggi avere un contenuto super lungo e pieno di paragrafi NON ci posiziona necessariamente meglio. La lunghezza di un contenuto non è un fattore che da solo può influenzare il posizionamento di una pagina.

Può tuttavia fare altro…

Storia del pensiero SEO sul contenuto lungo

Andiamo per ordine temporale. Già nel 2009, in Moz, si parlò di una stretta correlazione tra il numero di link naturali acquisiti e la lunghezza del contenuto stesso.

In questo lungo articolo invece leggermente più recente e datato 2012 SerpIQ fa più o meno quanto illustrato in queste pagine ma con molta più profondità, mostrando risultati di interazione sui contenuti più ampi.

Nella realtà di oggi sappiamo che i fili da tirare si sono fatti molto più sottili; un contenuto completo, che approfondisce un determinato argomento e risponde ai bisogni informativi degli utenti, può impattare su cose molto più interessanti come: conversioni, tempo di permanenza o come osservato da MOZ già 5 anni fa, un contenuto lungo si presuppone che sia ben fatto, affonti molti punti di vista e quindi sia in grado di generare citazioni e link naturali in ingresso. BINGO.

Ecco cosa diceva nel 2014 in merito alla domanda di un Webmaster che chiedeva: “I contenuti troppo corti, vengono penalizzati?”

john muller SEO

Non c’è lunghezza minima , e non c’è un numero minimo di articoli al giorno che si deve pubblicare, e nemmeno un numero minimo di pagine di un sito web. Nella maggior parte dei casi , la qualità è migliore di quantità. I nostri algoritmi esplicitamente cercano di trovare e consigliare i siti web che forniscono contenuti di alta qualità…

ed aggiunge…

“Non riempire il tuo sito con contenuti di bassa qualità , invece lavora sul fare in modo che il tuo sito sia il migliore in assoluto nel suo genere.”

Si spera comunque che questo post possa stimolare tutti voi nel ricercare evidenti assonanze ai risultati presentati, valutando i dati in ambiti più specifici, correlandoli ad altri aspetti, oltre alla mera competition di una Query.

Buone cose.